
Il silenzio che fa rumore
Silenzio. Silenzio del Sabato Santo; silenzio del Cristo; il nostro, quello che si fa largo, urlo di rabbia; vuoto ad attenderci.
La perdita di qualcosa o qualcuno. Silenzio che brucia, ma che fa molto rumore. La nostra vita, le nostre relazioni, le nostre scelte, ricevere piuttosto che dare, fare e poi amare.
Silenzio fragoroso, si fa largo nella nostra vita, preludio ad una svolta: il rumore dell’amore. Eppure racconta di dolore; non è la fine, è il fine.
Silenzio. Il silenzio di nostro Signore condannato, ammazzato; le provocazioni, le accuse: l’offerta, la rinuncia alla propria vita, il rumore più forte, afflato d’amore su una croce di dolore; quel patibolo di amore addossato, non traditore.
Lo sguardo triste di Pietro; i nostri tradimenti; quello doloroso di Maria; la delusione dell’abbandono. Lo sguardo che non ferisce.
Due cose a spiccare da quella croce: l’amore che non tradisce; lo sguardo che non ferisce.
Miseria umana; fragili peccatori, imperfetti. Qualcuno ci guarda e ci ama; ci guarda e ci ama issato su una croce da innocente, un perdente per alcuni, ma abbracciato alle debolezze umane con amore fraterno e sguardo paterno. C’è lì la Madre, la donna dei sette dolori a guardarlo; c’è silenzio ai piedi della croce; c’è amore, c’è vita non morte di dolore.
Forte come un tuono, ma delicato come una carezza quel silenzio. Maria lo guarda: cuore trafitto, mai sconfitto. Tutto prende forma, tutto diventa vivo, vero, autentico.
Forte come un tuono, delicato come una carezza. È l’amore che non tradisce, è lo sguardo che non ferisce, è l’incontro del Dio servo con chi deve servire e mai morire.
L’uomo della croce e l’uomo sotto la croce.
Servire da una croce; servire da una croce che diventa voce.
“E si fece buio dalle 12 alle 3 del pomeriggio…”
Silenzio.
“51 Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, 52 i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. 53 E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti”.
MT. 27, 51-66
Il silenzio che fa rumore, sguardo e amore. Non è morte di dolore è vita che diventa amore.