
La vita è nell’attimo
La vita è nell’attimo. Non è un aforisma, non è un pensiero astratto, non è qualcosa di idealizzato, ma realtà.
Molto spesso mi soffermo a pensare a quante cose ci sfuggono di mano in questo periodo storico dove la pervasività del virtuale, talvolta, “vince” sul reale. Penso a tutti quei momenti reali e di confronto vis a vis che svaniscono perché tutti siamo “online”, tutti presi dalla prosecuzione del nostro braccio, direbbero i sociologi del nostro tempo, lo smartphone.
Eppure la nostra vita non nasce da un artefatto, non nasce da un complesso di cip e schemi elettronici, è tutta un’altra cosa, è qualcosa di divinamente bello che può esistere anche in mancanza di “trappole digitali” (le voglio chiamare così ndr.).
Ho imparato e continuo a farlo tutti i giorni, appendendo dalla mia piccola esperienza di vita, che uno dei più grandi bisogni che l’essere umano ha da soddisfare insieme a tanti altri (Piramide di Maslow docet) è quello di essere parte di una società fondata su valori, usanze e tradizioni. Peccato però che vogliono farci credere il contrario: oggi l’uomo è “costretto”, per essere accettato, ad accettare l’astrattismo digitale, quello che gli esperti definiscono “Uomo Blasé”.
Da qui una serie di situazioni che spingono noi tutti, spesso e volentieri, a dimenticarci di cosa ci sta intorno, di chi ci sta intorno, perfino di noi stessi, anteponendo alla vita reale, a quell’attimo (che non torna più indietro ndr.), l’astratto, l’etere, l’essere on-line.
Ovviamente in tutto questo marasma digitale, non tutto è da demonizzare: pensiamo a tutte le volte che in era COVID-19 il “virtuale”, ma reale ci ha aiutato a non estraniarci del tutto dal mondo esterno, ma eravamo connessi per una giusta causa, un motivo oggettivo legato ad una pandemia, ad un lockdown.
Mediamente oggi, dati alla mano, si dedicano più di 2 ore al giorno spese in qualcosa di virtuale e cosa si rischia? Di perdere qualcosa, di perdersi qualcuno…
Oggi il “Sistema” ci vuole come macchine prosumer, produttori e consumatori di contenuti; oggi il “potere virtuale” ci vuole succubi di intelligenza artificiali; ancora oggi noi tutti possiamo decidere cosa fare…
La vita è sempre nell’attimo, la vita non è un click di bit e un bit non da vita se non ad un linguaggio binario: o 0 o 1
Come sarebbe se al posto dei bit 0-1 provassimo noi in un attimo a tornare 1 a 1, vis a vis?
La vita è nell’attimo, quello che noi scegliamo, o macchina o umano, perché quell’attimo non torna indietro e l’umano lo sa.