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Musica maestro!

Musica maestro!

Ricordo ancora quando ero bambino e mia mamma, per prendermi in giro goliardicamente, ogni volta che sentiva un rumore mi diceva: “Musica maestro”!

Oggi il mio pensiero è legato proprio alla musica e al rumore. Siamo circondati da tanti impulsi, molti di questi utili per essere sempre più “moderni”, altri un po’ meno.

Si, molti impulsi o come direbbero gli esperti “call to action” non sono propriamente costruttivi o utili alla causa, qualsiasi essa sia; solo rumore.

Cos’è il rumore? Beh, è qualcosa che sicuramente da fastidio, che irretisce, qualcosa che andrebbe zittito, ma il rumore non è soltanto “acustico”.

Vi siete mai chiesti qual è la cosa che più fa “rumore” nella vostra vita, nelle vostre giornate o quando magari siete un po’ giù di morale?

Per me fa molto rumore la solitudine e la tristezza, quella che oggi fa parte della quotidianità, ahi noi, e della società in cui viviamo, al netto del fatto che siamo oramai da decenni nell’era del benessere.

Quante persone sole o tristi incrociamo senza farci caso? Quanta indifferenza mostriamo ogni qual volta si “avvicina” a noi qualcuno che ha bisogno del nostro aiuto e lo allontanimo o peggio ancora glissiamo con un laconico: “E a me chi mi pensa”, pur avendo tutto il necessario per vivere!

Eppure, oggettivamente, il più delle volte capita di assistere ad un fenomeno contrario: il triste sorride o dona un sorriso, la persona “gioiosa” si risparmia pure uno sguardo e se ha di fronte qualcuno che prova a fare qualcosa di carino (ai suoi occhi assurdo o ridicolo) viene pure deriso.

Ecco, secondo me questo è un altro RUMORE che andrebbe RIMOSSO e SUBITO!

Ieri ho assistito ad un concerto di musica da camera “candlelight” e mentre ascoltavo i musicisti esibirsi pensavo a quanta bellezza viene confusa con il “rumore” e viceversa.

Eppure, a conti fatti, basterebbe poco per regalare belle note alla nostra vita e non note “stonate” perché di fronte a quella che per alcuni è “stranezza” alla base non deve mancare mai quella “musica” che non può che avere uno spartito di nome RISPETTO!

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