
Tregua
Tregua. Parola che dalla sua etimologia significa stop, stop ad ogni ostilità in guerra.
Ecco, la mia riflessione di oggi parte proprio da qui, da un desiderio di azzeramento di ogni forma di male, discriminazione, razzismo, violenza ecc.
Il presente ci parla e racconta di uno dei periodi storici più pesanti e “feroci” della ns storia: pandemia, guerre, povertà, disoccupazione, precarietà ecc.
Dunque, all’alba del mese di dicembre e quindi del Natale, fare una tregua da quello che ci fa male è quantomai importante.
Faccio il mio solito tuffo nel passato raccontandovi aneddoti di vita. Ero forse un ragazzino sbarbatello, e mio nonno Stefano nei suoi momenti di pausa e riflessione condivisa, mi raccontava di quando c’era la guerra, di quanto bisognava fare i conti con la carestia di viveri, di quando per sopravvivere dovevi combattere, non solo con le armi per difenderti, ma anche con quello che più creava disagio: la paura di perdere tutto e tutti.
Ad un tratto, però, ci si fermava e si stava (per chi ci riusciva) tutti insieme in un posto sicuro (poteva essere una casa protetta o un rifugio) per condividere con amici e familiari il pasto, che il più delle volte era pane e acqua; si era comunque contenti, contenti di essere tutti insieme e vivi.
Una tregua. Solo poche ore, se non istanti, e poi si ritornava a nascondersi o per chi battagliava, si ritornava sul fronte. La storia poi col tempo ha insegnato che le migliori vittorie si ottengono fermando ogni ostilità, non assecondando il male.
Oggi da noi in Italia non ci sono guerre ringraziando Dio, ma quanti altri tipi di “guerra” sussistono? Razzismo, antisemitismo, disuguaglianze varie, religione insomma un reticolato di conflitti che urlano stop.
Ci stiamo avvicinando ad uno dei periodi dell’anno più belli, il Natale simbolo di pace…facciamola sul serio!