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Luoghi di P.A.C.E.

Luoghi di P.A.C.E.

Qualche giorno fa ho vissuto un’esperienza professionale molto bella che mi ha fatto riflettere molto.

Sono un giornalista iscritto UCSI (Unione cattolica stampa italiana) e come ogni anno questa associazione organizza per i giovani scrittori di notizie una scuola per approfondire tematiche e arricchire le conoscenze in comunità e comunione.

Come ogni anno la stessa scuola si tiene ad Assisi, posto quantomai azzeccato per vivere al meglio un’esperienza formativa, ma anche di pace.

Ho voluto utilizzare nel titolo di questo racconto un acronimo. Sì, perché ripercorrendo i giorni vissuti nella città di San Francesco e quello di cui ora l’umanità intera avrebbe bisogno, mi è venuto in mente quanto questa parola contenga altrettante parole, partendo anche da quello che ho vissuto in questo meraviglioso posto che profuma di bello.

La lettera “P” come pazienza. Dovremmo avere tutti pazienza con chi è “diverso” da noi (vedi l’antisemitismo per esempio) ed io in questo tempo “veloce” mi rendo conto che la pazienza verso tutto e tutti è sempre preziosa.

La lettera “A” come ascolto, ma non in senso superficiale o meramente assoluto, ma come gesti che fanno bene al cuore, da ricevere e da dare: ascoltare e ascoltarsi nel bene.

La lettera “C” come comunicare. In un mondo come quello attuale dove a comunicare il più delle volte sono le “armi” che separano, distruggono (qualsiasi esse siano) occorrerebbe prestare più attenzione a cosa si comunica e al come si vuol comunicare per non cadere in facili incomprensioni.

La lettera “E” infine come emozioni. Emozionarsi fa bene, facciamolo più spesso.

Tutto questo per rimarcare l’importanza di lottare per qualcosa di bello, costitutivo e formativo e in questo non esistono “scuole” che tengano, ma solo la “formazione” del nostro animo, delle nostre coscienze.

Dunque P.A.C.E. e non solo. Basta poco per ottenere qualcosa di bello e innescare cuori e non bombe, mediatiche o reali.

E voi, come ottenete “pace”?

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