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Aria di festa o “festa all’aria”?

Aria di festa o “festa all’aria”?

Quando ero bambino per me questo era il periodo della magica attesa, l’attesa del Natale, la festa più bella dell’anno secondo me.

Ricordo che i mesi di ottobre e novembre a scuola, per esempio, erano un susseguirsi di incontri, stesura di testi e prove per prepararsi al meglio alla recita che ci sarebbe stata prima delle vacanze natalizie.

La prof. di italiano che ci preparava nei ruoli e nelle battute, il prof. di musica nei brani da cantare e poi c’era quell’aria fresca, quel clima che rendeva tutto molto eccitante…che ricordi! Tutto preparato senza l’ausilio di grandi mezzi tecnologici (a parte qualche PC scassato ahahahah) e nei tempi giusti, in attesa che anche tutto il resto, case e paese, si preparasse a questo evento importante e molto sentito soprattutto dai credenti, tutto era in sintonia.

Oggi, era del benessere e del tutto a portata di mano o per meglio dire di smartphone, sembra che il tempo giusto si sia perso; sembra che le stagioni festive non siano più collocate nel giusto spazio temporale, troppo anticipate o troppo “allungate”, perché?

Con mia moglie ci siamo posti questo quesito, proprio in questi giorni dove nel nostro paese già si sta respirando aria nataliza (incredibile!) per via di alcuni esercizi commerciali che hanno voluto bruciare le tappe allestendo già vetrine e spazi interni del loro negozio. Troppo presto!

Sì, perché se è vero che nell’era quasi apocalittica della pandemia c’è tanto desiderio di cose belle e allegre (il Natale ne fa da esempio) è anche vero che ogni cosa ha bisogno del suo tempo.

Il Natale per me è festa, attesa e speranza valori e principi molto lontani dal consumiamo, un consumismo fuori luogo, tempo e privo di interesse così come concepito, a mio avviso.

Dunque, va bene l’aria di festa, ma che non diventi un modo per mandare la festa all’aria, sarebbe proprio un peccato sul nascere, sul “Natale” di un tempo che ha bisogno del suo tempo.

E voi, cosa ne pensate?

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