
Un giorno d’a-mare
Sono a Monopoli, ma non per vacanza si tratta di ritiro spirituale (ne faccio diversi durante l’anno e mi piacciono molto e ve li consiglio perché fanno tanto bene, se volete).
Posto stupendo, mare stupendo e tanta bellezza. Questo presente mi riporta alla mente la mia infanzia di quando ero bambino e con il mio secchiello e le attrezzature per la pesca subacquea mi recavo al mare in quel di S.Spirito.
S.Spirito è il primo quartiere a nord di Bari dove per ben 35 anni sono cresciuto ed è lì che restano indelebili i ricordi di un’adolescenza nostalgica.
Ore 8 del mattino. Mia mamma mi svegliava per incitarmi a prepararmi per andare al mare sulle note di “tutti al mare, tutti al mare a mostrar le chiappe chiare” (ed era vero ahaha) direzione prima scala o castello della finanza dove di solito trascorrevamo le nostre mattinate estive, erano i magici (almeno per me) anni ’90 dove tutto era più slow, ma tremendamente bello e i social erano solo un lontanissimo miraggio; si socializzava in spiaggia tra estranei anche per un no nulla.
Io ero un bambino timido, poco avvezzo a fare amicizia, ma quando arrivavo al mare tutto mi sembrava bello, anche l’estraneo con ai piedi gli zoccoli di legno che facevano rumore, quel rumore che potevi distinguere a centinaia di metri di distanza ed era proprio in quel momento che realizzavi di essere arrivato a destinazione: un posto di pace.
Verso le 10 del mattino, dopo il primo bagno, passava il carretto dei gelati che con il tipico suono di clacson scassato di un Apecar richiamava la gente per acquistare al modico prezzo di 500 lire un fresco cono di gelato al limone; era festa per noi ragazzi, come era festa di fronte ad un pezzo di focaccia che con tanto amore mia mamma confezionava per la merenda al mare.
Qualche minuto a prendere il sole e poi si ritornava in acqua a pescare ricci e salipci: io e mio cugino Daniele (molto più bravo di me) ci divertivamo un sacco e al rientro sul bagnasciuga se il retino verde era pieno significava che il bottino della pesca si sarebbe tramutato di lì a poco in una bella spaghettata allo scoglio come si usa fare nel barese.
Insomma, con poco, veramente poco riuscivamo a divertirci e a regalare serenità ai nostri genitori semplicemente vivendo una giornata al mare con retino, maschera e secchiello: pescavamo pesci, non followers.
Ed eccomi oggi all’alba degli “anta” a rimembrare con un pizzico di melanconia quei tempi, quell’epoca in cui le macchine non avevano ancora il climatizzatore, non esistevano fonti di distrazione di massa come smartphone e si socializzava meglio…eravamo tutti più felici!
Oggi per me tutto questo si chiama gratitudine, e a te che leggi dico: che bello sarebbe se anche oggi….
Un giorno d’a-mare, un giorno da non sprecare!