
Questione di tempo
Quando ero ragazzino ricordo molto bene che mia mamma mi ricordava ogni giorno di non perdere tempo. Non perdere tempo nel fare i compiti che ci assegnavano a scuola; non perdere tempo nel fare qualcosa che in quel molto storico della mia vita potessi fare.
Io però non ho mai avuto un bel rapporto con l’avere il “fiato sul collo” da parte dei miei genitori soprattutto, ma capivo bene che sciupare del tempo prezioso poteva essere rischioso e quindi nel mio piccolo mi adoperavo nell’eseguire al meglio i miei doveri.
Come figlio unico spesso mi capitava di ritrovarmi “solo” dopo una giornata scolastica a maggior ragione se i miei amici non c’erano o erano impegnati in altro ed ecco che quel “non perdere tempo” ritornava preponderante a bussare alla mia testa e mi chiedevo: “Dove sto perdendo tempo se ho fatto tutto quello che dovevo fare?”
Beh, forse stavo perdendo l’occasione per dedicare quel tempo a me stesso o a qualcuno che come me cercava compagnia, ma probabilmente la scarsità di mezzi di comunicazione dell’epoca mi impediva di saperlo.
Non perdere tempo dunque diventava alle volte un mantra che risuonava come un dolce avvertimento perché il tempo può essere tiranno e denaro allo stesso modo.
Oggi apprezzo molto chi utilizza il tempo come mezzo di condivisione, senza fronzoli e credo che sia una questione tanto di organizzazione quanto di scelta.
Cosa faccio oggi? Dopo il lavoro chiamo tizio, esco con Caio a farmi un caffè e così via, contemplando anche i doveri familiari.
Un aneddoto. I miei nonni paterni (ora in Cielo) erano abituati ad una consuetudine: Giulia una cara amica di famiglia quasi ogni giorno lì andava a trovare, senza un perché, ma per il semplice gusto di andare a trovare i “commari” ed io che alle volte mi trovavo da quelle parti restavo colpito e compiaciuto tanto più vista la compagnia che anch’io ne benficiavo e diventava una cosa reciproca.
Oggi è tutto cambiato, ma quanto è bello prendere uno spicchio della nostra giornata e dedicarla a chi è solo, anche con un piccolo gesto… infondo, come avrebbe detto mio nonno Stefano, chi si ferma è perduto, anche se ha tanto tempo o poco.
Carpe Diem!