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Buongiorno Signora, sono Stefano…

Buongiorno Signora, sono Stefano…

Sì, cominciava proprio così la ricerca quasi frenetica, ma nello stesso tempo di “priscio” come diremmo a Bari, cioè di entusiasmo legata a chi c’era degli amici dietro ad una citofonata il più delle volte presa da una mamma, una signora per condividere un po’ di tempo insieme tra un calcio ad un pallone, quattro chiacchiere e altrettante risate.

Sembra ieri, o meglio io lo ricordo come se fosse ieri questo momento, ed invece sono passati più di 20 anni. È vero, era tutto più “lento” e alle volte complicato raggiungere qualcuno senza la comodità che c’è oggi con social, chat e quant’altro, ma restava fottutamente adrenalinico perché più ti preparavi e più iniziava a salire quella gioia che diventa corsa nell’andare a “chiamare” il tuo migliore amico o raggiungere il gruppo comitiva che il più delle volte era formato dagli “amici di quartiere”.

Ricordo ancora le scorribande in bicicletta per arrivare dall’altra parte del paese e godere di un momento con qualche amico o farsi ospitare da lui a casa sua (accadeva anche il contrario).

Venti anni fa anche più, il nostro miglior amico di gruppo era il “Supersantos” in una fodera di cuoio ricavata all’occorrenza. Stiamo parlando di un comune pallone da calcio in gomma, ma che per noi e per quell’epoca diventava prezioso, insomma lo smartphone di oggi. Perché? Richiamava concretamente gente (chi possedeva un pallone aveve il “potere” di richiamare a sé gruppi folti di ragazzini) divertiva, faceva innamorare le ragazzine e soprattutto era indistruttibile.

Buongiorno signora, sono Stefano c’è Michele, Carmine, Angelo, Valerio o tanti altri amici… Ecco, io come molti miei coetanei facevamo questo per esempio quando dovevamo incontrarci e ancora oggi porto nel cuore quei momenti che erano dei semplici attimi come qualsiasi altro, ma quanto erano belli e sani!

Oggi i social stanno distruggendo quasi tutto della bellezza legata ad una relazione d’amicizia o frequentazione, ma per fortuna qualcosa si salva come la possibilità in tempo reale di farsi una foto, ops un selfie, e conservarlo attraverso un Supersantos, ehm uno smartphone (ahaha).

Qualche gg fa’ ho riabbracciato la mia infanzia con il mio e nostro presente e con chi è cresciuto con me. Ecco, ho rivissuto quel “Buongiorno signora…” e sono grato di tutto questo augurando a tutti di poter riviere la bellezza di una vita fa, ma che fa ancora effetto.

Grazie a chi ancora oggi, da vicino e/o da lontano c’è e risponde: “Adesso scendo Ste!” Quel modo, quella maniera per continuare ad essere amici veri, amici “a-social”.

Oggi cerchiamo la “luna”, ma basta poco per essere felici. E non finisce qui…

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