
Quello che conta…a Bari
Lo avevamo accennato in precedenza e dopo la partita di stasera c’è stata una conferma: non sempre la fortuna gira dallo stesso verso.
Se contro Palermo e Cremonese c’è stata anche la dea bendata a benedire il Bari, contro il Cittadella questa cosa non è accaduta, complice anche una squadra dai due volti (quella del 1 e del 2 tempo) ma soprattutto una squadra incompleta, in barba ad un presidente De Laurentiis assorto in tribuna.
Farne adesso un dramma sarebbe un delitto, ma non possiamo disconoscere che stiano mancando segnali di riscatto dalla società.
La piazza si sta stancando, si sta già stancando e siamo solo ad inizio stagione. Oggi il tifo organizzato ha mostrato i denti e lo ha fatto esponendo uno striscione chiaro ed eloquente: “Prestiti da elemosinare; niente acquisti di proprietà. Non scherzate con la nostra fedeltà”. Quasi un ultimatum.
Tornado alla partita contro il Cittadella, stasera evidentemente c’è stato un calo fisiologico: gli stessi 11 più 5 cambi che stanno scendendo in campo alternandosi hanno già le batterie scariche, forse soprattutto mentalmente.
E allora quello che conta a Bari è chiarezza. Mancano poche ore al termine di questa sessione di mercato e all’orizzonte solo ipotesi immaginarie. Cara società ora è arrivato il momento di dare un senso a tutto questo, di mostrare un segno perché dai calciatori e dalla tifoseria stanno già arrivando segnali di fumo.
Oggi un pari, domani non vogliamo una sconfitta. Bari merita rispetto come lo stesso che riconosce a chi indossa e gestisce i colori biancorossi.
Primum facere deinde philosophari.